La pace: un traguardo da raggiungere

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Il tema della pace, fortunatamente, è qualcosa di  molto attuale. Sfortunatamente invece, la maggior parte dei dibattiti su questo argomento rimane sospesa nell’aria.

E allora si chiede: come si può arrivare alla pace? Cosa può fare una persona, che è un piccolo granello di sabbia dell’immensità dell’Universo, affinché  la sua idea di pace venga presa in considerazione? Cosa può fare per dare il suo contributo affinché questa ci sia?

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come strumento di risoluzione delle controversie internazionali..” L’articolo 11 della Costituzione italiana ci dice che l’Italia non tollera e non vuole ricorrere alla guerra per risolvere le controversie: é  stato scritto dopo il lungo periodo del fascismo e  delle guerre mondiali, quando i padri costituenti avevano negli occhi le atrocità della storia.

Dopo aver perso fratelli, sorelle, amici, il popolo italiano aveva bisogno di una svolta, di un periodo di pace senza altre sofferenze. E’ per questo che Giuseppe Dossetti, insieme ad altri giuristi, ha voluto trasformare questo desiderio in legge, regalando speranza a chi, ormai, aveva perso tutto.

Per far sì che si cominci  un percorso verso la pace bisogna, innanzi tutto, essere coscienti dell’esistenza del bene.

“Esiste il ‘bene’. Occorre soltanto dargli spazio, respiro, ascolto”. Questa è la tesi di Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa e del loro libro ‘La vita non è il male’ dove si può ben sostituire la parola ‘bene’ con la parola ‘pace’.

In molti sostengono che la pace, quella vera non esiste: che è pace illusoria e che le catene dell’odio  e dell’egoismo porteranno  sempre e inevitabilmente al conflitto. “Noi presumiamo che le pulsioni dell’uomo siano soltanto di due specie, quelle che tendono a conservare e a unire e quelle che tendono a distruggere e a uccidere” scriveva nel ‘33 Sigmund Freud ad Albert Einstein. Vi sono certo persone che, accecate dall’odio e dalla frustrazione, cedono alla violenza. Ma è vero anche il contrario: c’è in noi un’altra parte e c’è chi tra di noi tende a unire, a conservare il bene. Bisogna solo saper alimentare le idee che potrebbero portare al vero ben-essere sociale: nostro e degli altri.

Per arrivare alla pace mondiale bisogna partire dal correggere noi stessi nei nostri atteggiamenti. “Dipartiti dal male e fa il bene; cerca la pace e procacciala” dice il Salmo 34.  Anche se sembra che i nostri contributi siano molto piccoli, bisogna inseguire la pace e pensare che le nostre idee possono essere trasmesse ai nostri figli e in futuro ad altri. 

Viviamo in un mondo che sembra, ormai, aver perso la voglia di lottare per ciò a cui tiene, poichè per molti la pace, è un ideale lontano, utopico. Nonostante questo, bisogna pensare che non si è soli,e che in altre parti del mondo vi sono persone che vivono con i nostri stessi ideali. Anche se non si può cambiare molto singolarmente, insieme agli altri si può uscire da questa sfera di indifferenza e apatia.

“Il mondo, crediamo, resterà irredento. Ma asciugare una lacrima, suscitare un sorriso, tracciare un segno di bellezza in una vita oppressa è quanto al mondo si possa desiderare per poter affermare che ‘la vita non è il male”

Ed è per tutto ciò  che ogni azione è preziosa in questo lungo percorso: la pace la costruiamo noi.

Denisa Soldan
5I "Scarufilevitricolore"

Docente:
Elisabetta Bertolini