La leggenda del Grande Inquisitore, simbolo di libertà

La leggenda del Grande Inquisitore, simbolo di libertà

Come un romanzo dell'ottocento può essere ancora attuale

 

Il giorno 3 marzo 2016, all'istituto tecnico "Scaruffi-Levi-Tricolore" si è tenuto un incontro per le classi 3G, 4G e 4I con la professoressa Daniela Steila, docente dell'università di Torino, sul tema della libertà.

La libertà secondo la relatrice si può dividere in liberta d'agire e libertà di volere. Quest'ultima è ciò che caratterizza l'essere umano ed è legata principalmene alle condizioni psicofisiche di ognuno.

"Preferireste vivere attaccati ad una macchina che vi procura felicità per tutta la vita oppure essere liberi con il rischio di essere infelici?" Questa è la questione che la professoressa ha posto agli studenti con lo scopo di farli riflettere sulla libertà di ogni individuo. Dalla domanda è nato un dibattito da cui sono emersi due pareri opposti: una minoranza sosteneva che sarebbe preferibile una vita di felicità continua, la maggioranza riteneva che la libertà, anche se rischiosa, sia più importante della felicità.

Dalla “Leggenda del Grande Inquisitore” di Dostoevskij abbiamo capito che spesso il Potere gioca nel fatto che gli uomini da soli non sono capaci di prendere le proprie decisioni. Per avere l’autodeterminazione, cioè la volontà di scegliere noi stessi le azioni, le persone devono allenare alcuni fattori come la critica, il confronto, delle informazioni e dei diversi punti di vista.

Gli studenti hanno apprezzato l’incontro che si è concluso rilevando l’importanza della libertà, che seppure ostacolata dal rischio, è sempre preferita alla felicità preconfezionata.

Danila ScagliariniDenisa SoldanChristine MagsinoSara Sarafraz

Maria Chiara Mussini classe 4I